Diplomatico (1085 - 1920)
114 unità archivistiche di primo livello collegateSezione
Consistenza archivistica: 1 reg., 1 b.
Storia archivistica:
Nel 1861 le pergamene costituenti il così detto «Diplomatico» dell’Opera vennero trasferite nell’Archivio di Stato di Siena. Alcune di esse – forse non ritenute spettanti all’Opera stessa o, più semplicemente, in quell’occasione non rintracciate – rimasero nella sede originaria, dove nel 1890 furono distese in un volume – AOMS l – realizzato da un custode dell’Archivio di Stato, Niccolò Scatoli.
In seguito vennero ritrovate, dagli archivisti dell’Opera, altre pergamene, molte delle quali gravemente danneggiate.
Nota dell'archivista:
L’insieme di questa documentazione è venuto a costituire una sezione a sé stante in ossequio ad una procedura abituale, specie negli archivi toscani, per la quale gli atti, sciolti o a quaderno, generalmente notarili, costituenti il così detto Diplomatico, formano un fondo separato dal resto del materiale archivistico, pur in contrasto con il principio di provenienza e del rispetto dei fondi. Ovviamente, per quanto tale procedura possa essere considerata metodologicamente non del tutto corretta, resta il fatto che essa è da accettarsi laddove il riordinatore si trovi di fronte ad un’impostazione di questo tipo già storicamente affermata. Per tale motivo si è ritenuto opportuno mantenere questa distinzione e, come da consolidata tradizione, aprire con essa l’inventario. Si è perciò proceduto alla verifica di quanto conservato e al successivo spoglio archivistico, nel quale vengono sintetizzate le informazioni fondamentali che permettano una sommaria conoscenza del contenuto dei documenti e i dati cronici e topici per l’individuazione degli stessi.
Alcune delle pergamene si presentavano all’inizio dell’attuale riordinamento incollate all’interno di inserti di plastica, dove erano state distese dopo un ammorbidimento, ottenuto tramite lavatura con acqua, e dopo una grossolana asciugatura e stiratura. Ovviamente tale «tortura» effettuata sulle pergamene – della quale si è avuto notizia direttamente dal responsabile, che peraltro neppure aveva il minimo dubbio sulla correttezza della procedura di «conservazione» adottata – ha determinato che le membrane si siano gravemente danneggiate e che in molti casi siano oggi quasi completamente inutilizzabili (cfr. AOMS 2). Si è cercato, per quanto possibile, di porre rimedio alla disastrosa situazione togliendo le pergamene da tali inidonei contenitori e segnalando il problema ai responsabili della competente Sovrintendenza archivistica.
Un caso particolare è rappresentato dalla pergamena contenente l’atto – datato 6 maggio 1464 è rogato a Siena dal nonno Stefano di Antonio Stefani – di cessione all’Opera della reliquia del Braccio di S. Giovanni Battista. Tale documento non si conserva infatti presso l’archivio dell’Opera, bensì all’interno del prezioso reliquiario che viene esposto al pubblico solo in occasione della festa del Santo il 24 giugno di ogni anno. Del documento e possibile comunque consultare in ogni momento una riproduzione fotografica (cfr. AOMS, FC 13). Non sono stati invece, ovviamente, presi in considerazione perché non costituenti materiale archivistico in senso stretto, i disegni, realizzati su pergamena e su carta, già esposti nel museo almeno dal 1911 (cfr. AOMS 159, ins. 30, docc. 9-10 1884; AOMS 1526, c. 170v 1911; AOMS 1527, pp. 31-34 1915) e attualmente conservati presso gli uffici dell’amministrazione dell’Opera.
Lingua della documentazione:
- lat
Documentazione collegata:
Meritano di essere segnalati alcuni strumenti di corredo. Del «Diplomatico Opera Metropolitana» – conservato nell’Archivio di Stato di Siena – di fondamentale importanza è lo spoglio realizzato nel 1675-1676 da Antonio Sestigiani (AOMS 1557), poi copiato da Sebastiano Antonio Tattarini nel 1727 e corretto da Luciano Banchi nel 1861 (AOMS 1558-1559; ASS, Mss. B.39-B.40). Lo stesso Antonio Sestigiani, nel 1708, eseguì pure una «copia di alcuni contratti che si custodiscono sotto i numeri infrascritti di carte pecore sciolte nell’archivio dell’Opera della Metropolitana di Siena» (cfr. BCS, Ms. B.VI.15, cc. 1-220). Altri spogli furono eseguiti nel 1687 (BCS, Ms. A.VI.24) e, con trascrizioni, nel sec. XVIII da Giovanni Antonio Pecci (cfr. ASS, Ms. B.57).
Condizione di accesso:
accessibile previa autorizzazione
Condizione di riproduzione:
consentita per uso studio
Stato di conservazione:
buono
Note sullo stato di conservazione:
Tra il 2025 ed il 2026 è stata promossa una campagna di digitalizzazione di tutte le pergamene ed un intervento di spianatura e pulitura di 17 pergamene di grandi dimensioni che erano state piegate per favorirne la conservazione dentro l’antico condizionamento: queste, riportate alle loro dimensioni originali, sono conservate stese all’interno della cassettiera dell’Archivio.
Soggetti produttori
- Opera della Metropolitana di Siena [fine sec. XII] -
Fonti
- Moscadelli 1995 = Stefano Moscadelli, L'archivio dell'Opera della Metropolitana di Siena. Inventario, Bruckmann, 1995
Compilatori
- Rielaborazione: Marta Fabbrini (Archivista) - Data intervento: 04 marzo 2026
Link risorsa: http://archiviostorico.operaduomo.siena.it/fonds/645