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Ordini e recapiti (1824 - 1865) AOMS 1625 (2645) |
| 2871 |
Perizie e verificazioni (1866 - 1890) AOMS 1626 (935) |
| 2872 |
Perizie e verificazioni (1866 - 1890) AOMS 1627 (936) |
Ordini e recapiti (1824 - 1865)
Unità
Tipologia: fascicolo o altra unità complessa
Segnatura definitiva: AOMS 1625 (2645)
«Ordini e recapiti».
[I] 1824-1851
1 L’architetto Alessandro Doveri presenta una relazione sulle parti pericolanti della facciata che necessitano un intervento (18 novembre 1824).
2 L’Uffizio generale delle comunità informa di essere in grado di provvedere al passaggio all’Opera della cassa della Deputazione per i restauri delle fabbriche danneggiate dal terremoto del 1798 (16 giugno 1825).
3 Celso Bargagli e Alessandro Sansedoni, per conto della Deputazione per i restauri delle fabbriche danneggiate dal terremoto del 1798, e il rettore stipulano l’atto di consegna dell’amministrazione (16 luglio 1825).
4 La Deputazione per i restauri comunica a tutti i debitori che nel futuro dovranno pagare il loro debito all’Opera (30 giugno 1825).
5 «Specchietto» dei debitori passati dalla Deputazione per i restauri all’Opera (1825).
6 «Nota dei recapiti» passati dal procuratore della Deputazione per i restauri al cancelliere dell’Opera notaio Filippo Loli (26 ottobre 1825).
7 L’Opera richiede ai debitori il dovuto pagamento (3 agosto 1825).
[8-12] Atti relativi al recupero del credito di lire 4000 vantato dall’Opera nei confronti del Demanio (settembre 1825).
13 Il rettore invia al governatore lo stato della cassa per i restauri al gennaio 1826.
14 Antonio Bellanti Piccolomini si obbliga a pagare a rate il debito di Luigi Vermigli (16 febbraio 1826).
In alleg.: inventario delle case affittategli (20 febbraio 1824).
15 «Stato di cassa al 31 marzo 1826 ed assegni e spese a tutto il 31 dicembre detto. Rimesso a mano dall’ill.mo sig. rettore a Sua Eccellenza il sig. governatore il primo aprile 1826».
16 La Camera di soprintendenza comunitativa avvisa di aver ordinato alla comunità civica la nomina dei deputati ad essa spettanti (15 aprile 1826).
[17-22] Atti relativi al recupero di molti crediti vantati dall’Opera nei confronti dei debitori della soppressa Deputazione per i restauri (giugno-agosto 1826).
23 Il governatore comunica il prossimo invio di alcune note per pagamenti relativi ai lavori già iniziati di restauro della facciata (11 dicembre 1826).
24 Il governatore approva la consueta visita alla facciata e dispone che la stessa debba essere a carico dell’Opera e non della cassa dei restauri (27 aprile 1827).
[25-27] Atti relativi al recupero di crediti vantati dall’Opera (luglio 1827-settembre 1828).
28 Stato di cassa al 14 settembre 1827 inviato al governatore.
29 Stato di cassa al 13 aprile 1829 inviato al deputato Nerucci.
30 «Nota dei debitori intimati dal 30 giugno al 21 luglio 1829».
31 Il governatore domanda al rettore lo stato delle spese e degli stanziamenti (18 maggio 1829); il rettore comunica quanto richiesto (22 maggio 1829).
[31 bis] Il segretario della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte chiede informazioni sulle disponibilità di cassa per i restauri alla facciata e al pavimento (12 marzo 1830).
32 «Prospetto dei capitali destinati per il restauro della facciata della Metropolitana di Siena e dell’erogazione dei medesimi a tutti il 30 maggio 1830»; «Stato dei conti dal 23 maggio 1829 al 30 maggio 1830» e «Estratto dei debitori ceduti esatto nell’annata dal 23 maggio 1829 e loro reliquati al 30 maggio 1830».
33 Stato di cassa al 31 dicembre 1830.
[34-35, 37-38] Atti relativi alla richiesta presentata dell’Opera per poter ritirare 2000 lire depositate per i restauri presso il Monte dei Paschi (5 gennaio-20 luglio 1831).
36 Stato di cassa al 31 maggio 1831.
[39-40] Atti relativi al pagamento di somme residue dovute al muratore Savino Nabissi (18-22 novembre 1822).
41 La Direzione generale del registro informa dell’invio del mandato di pagamento in favore dell’Opera della somma di lire 1166.13.4, prima rata degli scudi 500 dal governo annualmente per i restauri (15 dicembre 1831). Cfr. AOMS 129: «Ordini e rescritti 8», ins. 12.
42 Atti relativi alla richiesta di condono di un debito presentata da Luigi Pianigiani, debitore dell’Opera per quanto già dipendente dalla soppressa Deputazione per i restauri (marzo 1832).
43 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte richiede un prospetto delle rendite devolute ai
208 restauri dal 31 maggio al 31 dicembre 1831 e lo stato di cassa al momento (26 marzo 1832).
[44, 46] La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte comunica la nomina di Luigi Cellentani ad assistente ai lavori di restauro, con una gratificazione mensile di lire 20 (5-7 aprile 1832).
45 La Deputazione per il recupero dei crediti occulti comunica di aver rimesso in favore dell’Opera un mandato in saldo di quanto dovutole per assegnamenti stanziati (28 aprile 1832).
47 Atti relativi all’escussione di debitori su sollecitazione della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (aprile 1832).
48 Mario Nerucci, deputato per la conservazione dei monumenti, invita il rettore a richiamare Luigi Cellentani a non fumare sui ponteggi delle volte (1° giugno 1832).
49 La Deputazione per il recupero dei crediti occulti informa che la rata da essa dovuta verrà pagata dalla Direzione generale del registro (10 gennaio 1833).
50 La Segreteria di governo informa dell’avvenuta accettazione di una gratificazione di 300 lire a Giuseppe Macucci e Gaetano Bani a carico dell’Opera (24 gennaio 1833).
51 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte chiede che ricevano una gratificazione anche il cassiere e i custodi dell’Opera (4 febbraio 1833).
52 Il rettore trasmette il bilancio annuale alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (19 gennaio 1833).
53 La Deputazione per il recupero dei creditori occulti comunica informazioni sul pagamento della rata scaduta (9 marzo 1833).
54 «Stato di cassa al 16 settembre 1833».
55 «Stato dei debitori» con relative osservazioni rimesso al governatore con rapporto della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (25 settembre 1833).
56 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte accorda al rettore la facoltà di poter ritirare dai debitori i crediti a rate e di procedere in giudizio contro i morosi (28 dicembre 1833).
57 Atti relativi al saldo del credito vantato dal muratore Savino Nabissi (1833).
58 La Direzione generale del registro comunica le disposizioni per il pagamento della rata scaduta (11 gennaio 1834).
59 La Segreteria di governo dà notizia al rettore dell’emanazione di un regio rescritto del 3 gennaio 1834 col quale si approva che il rettore faccia parte della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (20 gennaio 1834).
60 Atti relativi alla radiazione dell’ipoteca a carico di Lanini e Gabrielli (1833).
61 «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1833».
62 Atti relativi all’approvazione della deliberazione della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte relativa ai lavori da eseguire in duomo (2 maggio 1834).
63 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte ordina di procedere al pagamento di quanto eseguito dallo scultore Antonio Manetti, in particolare per «i lavori dell’angelo ed aquila», e di provvedere in futuro a pagamenti rateali in corso d’opera secondo la certificazione dell’architetto Alessandro Doveri (22 agosto 1834).
64 La Segreteria di governo informa di aver accordato una nuova assegnazione di scudi 1500 da ricevere ratealmente dalla Deputazione per il recupero dei crediti occulti (7 ottobre 1834).
65 «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1834».
[66-68] Atti relativi ai lavori assegnati ad eseguire allo scultore Antonio Manetti (marzo-aprile 1835) e allo scalpellino e cavatore Giovanni Barlucchi (4 aprile 1835).
69 Manca. Conteneva: Giovanni Tognazzi si accolla il debito a carico degli eredi di Giuseppe Volpini. Cfr. AOMS 120, ins. 25.
70 La Segreteria di governo invia al rettore copia della deliberazione del 30 maggio 1835 della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte con la quale si approva le spese supplementari sostenute per la doratura delle statue di S. Bernardino e S. Caterina poste sulla facciata (30 maggio 1835).
71 La Deputazione per il recupero dei crediti occulti invita il rettore a rivolgersi alla cassa della R. Depositeria per ricevere le rate scadute (20 giugno 1835).
72 La Segreteria di governo invia al rettore copia della deliberazione del 3 Ottobre 1835 della Deputazione dei conservatori dei monumenti d’arte con la quale si autorizza il rettore stesso a far eseguire il restauro del pavimento del duomo e lo si invita al contempo a dare incarico a Domenico Monti restaurare il quadro posto sull’altare del SS.mo Sacramento, opera di Alessandro Casolani (12 ottobre 1835).
73 «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1835 e bilancio di previsione per l’annata 1836».
74 La Segreteria di governo comunica al rettore copia della deliberazione del 2 agosto 1835 della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte con la quale si autorizzano le spese fatte per il restauro del pavimento (3 agosto 1835).
75 Angelo Rubini si accolla il pagamento rateale di un debito ipotecario a carico di uno stabile già proprietà degli eredi Baccioni (20 febbraio 1837).
76 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte richiede al governatore che venga pagato quanto dovuto dallo Stabilimento di mendicità relativamente agli anni 1835 e 1836 (13 aprile 1837).
77 «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1836 e bilancio di previsione pell’annata 1837».
78 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera di assegnare alla cassa per il restauro del pavimento 1200 lire da quanto ricavato dalla vendita di biglietti del lotto (6 maggio 1837).
[79-80] Atti relativi all’assegnazione all’Opera di 500 scudi dovuti dal governo per i restauri (maggio-ottobre 1837).
81 Antonio Manetti, scultore, notifica alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte di aver terminato i lavori assegnatigli e di aver progettato i futuri (dicembre 1837).
82 «Stato di previsione del triennio dal primo gennaio 1838 a tutto il 31 dicembre 1840».
83 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera l’approvazione dei lavori di restauro da farsi in duomo (27 gennaio 1838).
84 Atti relativi alla stipulazione dell’atto di accollo dei lavori a cottimo ad Antonio Manetti, scultore (marzo 1838).
85 Giovanni Barlucchi rinuncia a quanto disposto nell’art. 6 della scrittura d’accordo stipulata con l’Opera in merito alla fornitura di marmi bianchi (17 marzo 1838).
86 Alessandro Doveri, architetto, provvede alla misurazione e verifica dei lavori eseguiti da Antonio Manetti, scultore (28 aprile 1838).
87 Atti relativi ai lavori di restauro da eseguire al pavimento della libreria Piccolomini (1838). Si segnala: Disegno a colori della «pianta geometrica della libreria della chiesa Metropolitana di Siena», eseguito e firmato dall’architetto Alessandro Doveri.
88 Alessandro Doveri, architetto, certifica i lavori fatti da Antonio Manetti, scultore (19 settembre 1839).
89 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera l’acquisto dei legnami per la costruzione di ponti e dei marmi per i restauri (23 settembre 1839).
90 Alessandro Doveri, architetto, oltre a certificare l’esecuzione a regola d’arte dei lavori eseguiti da Antonio Manetti, scultore, attesta che restano da ultimarsi le statue raffiguranti il leone e il cavallo (29 gennaio 1840).
91 Alessandro Doveri, architetto, certifica le spese sostenute da Antonio Manetti, scultore, per segatura di marmi, arrotatura ecc. (29 gennaio 1840).
92 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva lo stato di previsione per il collocamento al loro posto dei lavori eseguiti da Antonio Manetti, scultore (25 febbraio 1840).
93 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva la spesa necessaria per mandare a termine i lavori già stabiliti e ordina che, ultimati tali lavori, vengano previsti i seguenti prima di togliere i ponteggi (6 febbraio 1841).
94 La Segreteria del Regio Diritto comunica il rescritto col quale si accordano 5000 lire dagli avanzi di cassa del Monte dei Paschi per il restauro della facciata (24 marzo 1841).
95 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte autorizza la spesa per l’ultimazione dei lavori all’olimascolo posto nel lato di contro al palazzo del governatore (15 aprile 1841).
96 Francesco Nenci, direttore dell’Istituto di belle arti, chiede al rettore di far consegnare allo scultore Enea Becheroni alcune statuette raffiguranti animali, tolte dalla facciata del duomo, affinché servano da modello per le copie da eseguirsi per la cappella del Campo (21 maggio 1842).
97 Atti conseguenti alle perizie presentate da Alessandro Doveri, architetto, su vari lavori, e in particolare su quelli del nuovo olimascolo, e relativi alla redazione dell’inventario del magazzino dei legnami e dei marmi (giugno 1841). Si segnala: Disegno a colori della «pianta geometrica della libreria della chiesa Metropolitana di Siena», eseguito e firmato dall’architetto Alessandro Doveri.
98 Atti relativi all’assegnazione alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte di contributi per i restauri, con alleg. perizie dei lavori (1841-1842).
99 Il governatore chiede informazioni sui restauri alla facciata eseguiti con un sussidio di lire 4650 accordato con rescritto del 15 novembre 1839 (9 settembre 1842).
100 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte accorda una gratificazione di scudi 100 a Gaetano Bani bilanciere e di lire 133.68. allo scultore Antonio Manetti (11 settembre 1842).
101 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera: di confermare Alessandro Doveri come architetto dei lavori, di assegnare essa stessa i compensi agli artisti, di porre mano nell’anno 1843 ai restauri degli affreschi del Pinturicchio posti sopra la porta della Libreria e di proseguire il restauro della facciata (29 settembre 1842). In alleg.: «Prospetto dei prezzi dei lavori da eseguirsi dalla parte dell’episcopio».
102 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte ordina di non rimuovere la Maestà di Duccio di Boninsegna durante la copiatura che farà il pittore Rohden (30 giugno 1843).
103 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva il rendiconto del rettore e lo autorizza a spendere, a seconda della perizia che verrà presentata per il restauro dalla parte del palazzo arcivescovile (13 luglio 1843).
[104-105] Atti relativi all’approvazione fatta dalla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte della perizia dell’ingegnere Maurizio Zannetti relativa al restauro del pavimento dalla parte del palazzo arcivescovile (2 dicembre 1843).
106 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte ordina di mandare ad effetto i lavori possibili secondo il residuo esistente in cassa e di procedere quindi alla richiesta di nuovi sussidi (23 giugno 1844).
107 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera di sospendere il restauro fino al momento in cui i deputati Nerucci e Saracini non avranno verificato l’eventuale irregolarità di alcune operazioni effettuate (28 giugno 1844).
108 Il gonfaloniere invita il rettore a prender parte alla prossima riunione della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (10 luglio 1844).
109 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte dà varie disposizioni in merito all’esecuzione dei lavori, tra cui quella di rinnovare solo i pezzi resi inservibili (17 luglio 1844).
110 La Segreteria di governo dà informazione del rescritto col quale si accordano alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte 500 scudi all’anno per tre anni dagli avanzi di cassa del Monte dei Paschi (23 marzo 1846).
111 Alessandro Saracini, deputato della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte, chiede al rettore di far preparare i ponteggi onde verificare la natura dell’intervento all’olimascolo da restaurare (28 aprile 1846).
112 Atti relativi alla concessione al maestro di disegno Giovanni Bruni di poter copiare una tavola raffigurante la passione e morte di Gesù Cristo opera di Duccio di Boninsegna (maggio 1846).
113 La Segreteria di governo dà informazione del rescritto che autorizza la Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte a consentire la radiazione di un’iscrizione ipotecaria (28 giugno 1846).
114 Atti relativi all’approvazione, fatta dalla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte, dei lavori da farsi all’olimascolo posto nel lato di contro al palazzo arcivescovile (1846).
115 Atti relativi all’esecuzione da parte di Pietro Giusti di copia di due mensole sulle quali poggiano gli angeli di bronzo opera di Domenico Beccafumi (gennaio 1847).
116 «Rendite e spese previste pel restauro da eseguirsi nella facciata della chiesa Metropolitana di Siena dalla parte dell’episcopio» (1846-1847).
117 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte accorda a Gaetano Bani, bilanciere, una gratificazione di 17 francesconi (febbraio 1847).
118 Atti relativi alla convenzione tra la Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte e Giovanni e Fulvio Barlucchi, cavatori, per la fornitura di marmi (1847).
119 Il rettore chiede a Francesco Nenci, direttore dell’Istituto di belle arti, alcune informazioni sulle modalità per il restauro degli angeli di bronzo, opera di Domenico Beccafumi, e della finestra dell’olimascolo posto di contro al palazzo del governatore (8 luglio 1847); Francesco Nenci risponde in proposito (10 luglio 1847).
120 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva i lavori da farsi per consolidare alcune parti pericolanti della facciata (14 settembre 1847).
121 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte chiede al rettore informazioni circa il lavoro degli scalpellini Radicchi (8 giugno 1848).
122 Atti relativi alla concessione alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte di scudi 500 già a carico dei resti del patrimonio ecclesiastico (1850).
123 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte dà mandato al rettore di incaricare Lorenzo Doveri, architetto, di verificare i punti del pavimento necessari di restauro (19 dicembre 1850).
124 «Fogli diversi relativi al restauro della facciata» (1833-1851), contenenti i seguenti documenti:
(doc. 1) «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1833».
(doc. 2) «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1834».
(doc. 3) «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1835 e bilancio di previsione pell’annata 1836».
(doc. 4) «Stato dei conti dell’annata al 31 dicembre 1836 e bilancio di previsione pell’annata 1837».
(docc. 5-6) «Perizie dei lavori da eseguirsi nel restauro della facciata della chiesa Metropolitana di Siena nell’olimascolo dalla parte dell’episcopio» [s.d.].
doc. 7) Atti relativi all’ultimazione dell’olimascolo secondo quanto previsto nella perizia del 24 settembre 1842.
(doc. 8) «Prospetti dei lavori fissati in perizia del 1846 col confronto di quelli eseguiti e da eseguirsi e di quelli restati sospesi nella perizia del 1842 del restauro della facciata della chiesa Metropolitana dalla parte dell’episcopio» [s.d.].
(doc. 9) «Prospetto dell’entrate e spese presagite dal 13 agosto 1843 a tutto giugno 1844 pella collocazione al posto di parte del lavoro eseguito dalla parte dell’episcopio» [s.d.].
(doc. 10) «Prospetto delle spese fatte per la metà della sostituzione al posto dei marmi lavorati e spese presagire pell’altra metà da collocarsi nel restauro della facciata della chiesa Metropolitana di Siena e stato di cassa fissato a tutto il di 18 giugno 1844» [s.d.].
(doc. 11) «Capitale in marmo esistente nel magazzino dell’Opera» [s.d.].
(doc. 12) «Prospetto delle spese eseguite e di quelle da pagarsi pella collocazione al posto di tutto l’arco quasi a sesto acuto dalla parte dell’episcopio» [s.d.].
(doc. 13) Note di lavori e spese diverse [s.d.].
(doc. 14) Manca. Conteneva: «Rapporto del lavoro eseguito a tutto questo giorno per il restauro dell’olimascolo dalla parte dell’episcopio» (22 dicembre 1851).
(doc. 15) Atti relativi all’accollo ad Antonio Radicchi del marmo per il restauro di parte del pavimento [s.d.].
[II] 1851-1865
1 Manca. Conteneva: Lorenzo Doveri, architetto, presenta una perizia sui lavori al pavimento e precisamente nella navata centrale nell’ultima arcata (15 gennaio 1851). Si segnala: Disegno a colori della «pianta e profili di quella parte di pavimento che riscontrasi fuori di piano e precisamente nella navata di mezzo dell’ultima arcata a contatto della cupola», eseguito e firmato dall’architetto Lorenzo Doveri.
2 Lorenzo Doveri, architetto, presenta una perizia sui punti in cui si presentano dei vuoti nel pavimento e che necessitano di reinserimenti di marmo per evitare ulteriori danni (9 febbraio 1851).
3 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera l’esecuzione dei restauri nel pavimento nei punti in cui si presentano dei vuoti, e forma al suo interno una commissione speciale per tal lavoro, la quale, terminato tale incarico dovrà procedere ad un generale restauro secondo le disponibilità, rimettendo inoltre alla suddetta commissione di verificare il capitello eseguito da Antonio Manetti e di farne infine il pagamento (11 febbraio 1851).
4 Manca. Conteneva: atti relativi all’accollo del lavori ai fratelli Radicchi.
5 La Deputazione per la conservazione d’arte incarica il gonfaloniere e il prof. Bruni di verificare se la bottega di fabbro situata sotto il Casino dei nobili reca danno al davanzale del medesimo e la commissione speciale di far restaurare il pavimento nei punti più guasti (7 maggio 1851).
6 Il rettore comunica al prefetto i danni accertati nell’olimascolo dalla parte del palazzo arcivescovile 811 luglio 1851).
7 La Prefettura comunica al rettore la deliberazione del 17 luglio 1851 della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte con la quale ordina «che siano sospesi i lavori di restauro del pavimento per quindi volgere la residuale somma di lire 2000 nell’erezione dei ponti dell’olimascolo e pel restauro del medesimo e che venga implorata l’Altezza Sovrana Imperiale e Reale per ottenere nuovi sussidi» (19 luglio 1851).
8 Lorenzo Doveri, architetto, rende noto al rettore l’avvenuto inizio del lavori all’olimascolo dalla parte del palazzo arcivescovile e lo informa su quanto «può occorrere per render pulito il pezzo restaurato del pavimento (luglio-agosto 1851).
9 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva la supplica volta ad ottenere un sussidio di scudi 1500 per il restauro dell’olimascolo e che il rettore faccia sempre precedere il visto dell’ingegnere Marchi per i lavori di restauro, con alleg. (7 agosto 1851).
10 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte accorda ad Antonio Radicchi il pagamento dei marmi tuttora nei magazzini che dovevano servire al restauro del pavimento, autorizza di poter rimurare le superfici del vano che corrisponde nella Libreria e invita a trovare un luogo decoroso per la statua di papa Pio II (30 agosto 1851).
11 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte dichiara che siano prolungati i restauri del pavimento per altri trenta giorni e che sia data la consegna all’architetto Lorenzo Doveri del magazzino della stessa Deputazione (23 settembre 1851).
12 La Segreteria di governo comunica il rescritto che accorda alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte scudi 1500, destinati ai restauri, da prelevarsi dalla cassa del patrimonio ecclesiastico (16 novembre 1851).
13 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte comunica ai suoi membri la risoluzione del 16 novembre 1851 con la quale il granduca accorda, sulla cassa dei resti, un sussidio di scudi 1500, rimettendo ad altra adunanza il parere dell’ingegnere Marchi sui modi per restaurare l’olimascolo (25 novembre 1851). In alleg.: «Metodo artistico proposto dall’architetto [Lorenzo] Doveri per il restauro da farsi all’olimascolo della facciata principale del duomo dalla parte dell’episcopio» [s.d.].
14 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte, in accordo con quanto l’ingegnere Marchi aveva esposto nella seduta del 25 novembre 1851 circa il modo da tenersi per i lavori dell’olimascolo, crea due commissioni speciali nel seno della stessa Deputazione (24 di-cembre 1851).
15 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte e Fulvio e Giovanni Barlucchi stipulano gli atti relativi all’appalto della fornitura dei marmi (3 gennaio 1852).
16 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte «ordina rifarsi l’abaco» e assegna lire 30 al mese a Enea Becheroni per la direzione dei lavori di scultura (9 febbraio 1852).
17 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte ordina di soprassedere al restauro delle statue raffiguranti il cavallo e il vitello (5 aprile 1852).
18 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva che Enea Becheroni debba essere associato all’architetto come capo di studio dei lavori di scultura per l’olimascolo, assegnandoli una provvisione di lire 30 al mese e rinvia poi un’istanza dello scalpellino Radicchi (15 maggio 1852).
19 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte stabilisce doversi correggere alcuni pezzi di scultura fatti da Antonio Manetti per l’olimascolo ed ordina che i lavori di scultura non siano in seguito pagati se non dopo messi al loro posto (giugno 1852).
20 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera, in modificazione di precedenti decisioni, che possano effettuarsi pagamenti parziali in conto ai lavoranti per il restauro della facciata ed autorizza l’aumento di prezzo del marmo nero in ragione di lire 1 per ogni cento libbre (26 giugno 1852).
21 Nota degli attrezzi e dei legnami dati a nolo da Luigi Ceccarelli per il restauro dell’olimascolo (3 luglio 1852).
22 Antonio e Federico Radicchi comunicano alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte quanto richiesto loro in merito al pagamento delle «assottigliature» (agosto 1852).
23 Rapporto di Enea Becheroni sul marmo rosso delle cave di Gerfalco (27 agosto 1852). In alleg.: La Deputazione speciale economica delibera in merito all’ottenimento dei marmi dalla cave di Gerfalco (6 settembre 1852).
24 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera la rimozione della statua raffigurante la Vergine Maria posta sulla facciata del duomo (3 dicembre 1852).
25 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera che sia richiesto al governo un nuovo sussidio per proseguire il restauro dell’olimascolo a lato del palazzo arcivescovile (11 marzo 1853).
26 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di scudi 1500 per i restauri (16 aprile 1853).
27 Il rettore propone alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte di sospendere l’ordinazione delle statue raffiguranti il cavallo e il vitello e il restauro delle statue della facciata (14 luglio 1853).
28 Il rettore comunica all’architetto Lorenzo Doveri la sospensione dei lavori alla facciata (9 novembre 1853).
29 Il Monte dei Paschi stabilisce di anticipare la seconda rata di scudi 500 del sussidio accordato per i restauri della facciata (3 dicembre 1853).
30 Il rettore comunica all’architetto Lorenzo Doveri la continuazione dei lavori (7 dicembre 1853).
31 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte ordina che, vista l’anticipazione ottenuta della seconda rata del sussidio del Monte dei Paschi, siano continuati i lavori di restauro della facciata e raccomanda al rettore la conservazione dei dipinti e del fonte battesimale esistenti nel battistero di S. Giovanni Battista (7 dicembre 1853).
32 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte presenta un’istanza alla Deputazione del Monte dei Paschi per l’anticipazione dell’ultima rata del sussidi accordato nel 16 aprile 1853 [s.d.].
33 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera di dover chiedere un nuovo sussidio (di scudi 1000 al Monte dei Paschi per la continuazione dei lavori di restauro della facciata e di passare al direttore Luigi Mussini un’istanza del priore della chiesa di Fontegiusta per poter ripulire i quadri (29 agosto 1854).
34 Il rettore comunica all’architetto Lorenzo Doveri la sospensione dei lavori (30 agosto 1854).
35 Il rettore comunica all’architetto Lorenzo Doveri la continuazione dei lavori (24 settembre 1854).
36 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di scudi 1000 per i restauri (2 settembre 1854).
37 Il rettore invia alla Deputazione del Monte dei Paschi lo stato dimostrativo della erogazione dei sussidi ottenuti (21 settembre 1854).
38 [Antonio Manetti], scultore, informa il direttore Luigi Mussini sui lavori che sta eseguendo (12 dicembre 1854).
39 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte presenta una supplica al governo per ottenere un sussidio di scudi 2000 per l’ultimazione dei lavori di restauro della facciata e per la continuazione di quelli del pavimento «da porsi a carico della vacante Mensa arcivescovile» [s.d.].
40 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva il pagamento del restauro del quadro opera di Pietro Sorri (5 maggio 1855).
41 Manca. Conteneva: Antonio Radicchi prende in accollo i lavori di scalpellino necessari per il compimento del restauro dell’olimascolo della facciata (4 luglio 1855).
42 Lorenzo Doveri, architetto, presenta una perizia su alcuni lavori relativi alla facciata (10 luglio 1855).
43 Antonio e Federico Radicchi propongono alla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte di accollarsi la fornitura di marmi (20 dicembre 1855).
44 Lo Scrittoio dei resti del patrimonio ecclesiastico, a seguito di quanto ordinato dal governo, dispone lo stanziamento di un sussidio di scudi 500 da investire nell’ultimazione dei lavori dell’olimascolo (26 dicembre 1855).
45 Atti relativi alla rimozione di due angeli della facciata (maggio 1856).
46 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera di presentare una nuova domanda al Monte dei Paschi per ottenere un sussidio (23 dicembre 1856).
47 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di scudi 1000 per i restauri (7 gennaio 1857).
48 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte accetta il sussidio concesso dal Monte dei Paschi secondo le condizioni prescritte (6 febbraio 1857).
49 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva la consegna a Francesco Brogi del quadro dei SS. Giacomo e Filippo allo scopo di farne eseguire il restauro (28 maggio 1857).
50 Atti relativi alla dilazione di un pagamento concessa a Lodovico e Marianna Picchioni (maggio 1857).
51 Lorenzo Doveri, architetto, esprime un parere in merito all’aumento di salario richiesto da Giuseppe Radicchi (8 giugno 1857).
52 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera di sospendere il disfacimento del quadrato della navata di mezzo e di iniziare il restauro del «finestrone» sopra la porta principale (1° luglio 1857).
53 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte rinvia ogni decisione in merito alla richiesta dell’architetto Lorenzo Doveri sull’aumento di onorario (20 luglio 1857).
54 Lorenzo Doveri, architetto, esprime un parere in merito alla sospensione di lavori (20 settembre 1857).
55 Lo Scrittoio dei resti del patrimonio ecclesiastico, a seguito di quanto ordinato dal governo, dispone lo stanziamento di un sussidio di lire 4900 da investire nei restauri (5 ottobre 1857).
56 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte stabilisce l’onorario per l’architetto Lorenzo Doveri per l’assistenza ai lavori futuri ed ordina di porre mano al disfacimento del quadrato della navata centrale (19 settembre e 19 novembre 1857).
57 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte informa delle precedenti deliberazioni l’architetto Lorenzo Doveri, il quale replica in proposito (novembre 1857).
58 Antonio e Federico Radicchi presentano un’istanza per un aumento del prezzo dei marmi (5 dicembre 1857).
59 Il Monte dei Paschi risponde negativamente alla richiesta di anticipare la seconda rata del sussidio già deliberato (5 dicembre 1857).
60 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte incarica il direttore Luigi Mussini di fare i disegni delle figure della ruota della fortuna (5 dicembre 1857).
61 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte dà disposizioni sul restauro del «finestrone» sopra la porta principale (19 novembre 1857).
62 Minuta di atto di accollo di uno «spino provvisorio nella navata di mezzo duomo» a Luigi Ceccarelli [s.d.].
63 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di lire 3500 per i restauri (6 febbraio 1858).
64 Lorenzo Doveri, architetto, accusa il ricevimento dei disegni fatti dal direttore Mussini per il restauro della ruota della fortuna (26 maggio 1858).
65 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera di erogare gli avanzi del sussidio ottenuto dallo Scrittoio dei resti nel restauro della facciata del battistero di S. Giovanni Battista e stabilisce il compenso al Mussini per i disegni di cui sopra (29 maggio 1858).
66 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte stabilisce l’orario per i lavoranti e affida la sorveglianza al custode Altemiro Cambi (2 luglio 1858).
67 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di scudi 6500 per i restauri (26 giugno 1858).
68 Il rettore invia al provveditore del Monte dei Paschi il prospetto delle spese occorse per il restauro della ruota della fortuna (13 dicembre 1858).
69 Lo Scrittoio dei resti del patrimonio ecclesiastico, a seguito di quanto ordinato dal governo provvisorio della Toscana, dispone lo stanziamento di un sussidio di scudi 200 da investire nei restauri (26 dicembre 1855).
70 Lorenzo Doveri, architetto, informa il rettore in merito ai lavori eseguiti nel restauro del pavimento (28 luglio 1859).
71 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera l’accettazione dell’offerta del canonico Pucci Sisti per il restauro di una parte del pavimento (27 settembre 1859).
72 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di lire 3500 per i restauri (7 gennaio 1857).
73 Lo Scrittoio dei resti del patrimonio ecclesiastico, a seguito di quanto ordinato dalla direzione degli affari ecclesiastici, dispone lo stanziamento di un sussidio di lire 3528 da investire nel restauro del pavimento (26 dicembre 1855).
74 Il prefetto invita il rettore ad intervenire ad una seduta della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (18 dicembre 1860).
75 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte approva il restauro di un vaso raffigurato nel pavimento di fronte alla cappella del voto, da farsi a spese di pia persona, e delibera l’erogazione del sussidio pervenuto dallo Scrittoio dei resti del patrimonio ecclesiastico nel restauro di due parti del pavimento, fissando al contempo l’onorario spettante all’architetto Lorenzo Doveri (19 dicembre 1860).
76 La Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte delibera una gratifica in favore del custode Altemiro Cambi e dello scalpellino Antonio Radicchi (9 gennaio 1862).
77 Il gonfaloniere della comunità di Siena invita il rettore a far eseguire la perizia dei restauri ritenuti opportuni in duomo (7 luglio 1862).
78 Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di lire 5880 per i restauri (14 luglio 1862).
79 Il gonfaloniere invita il rettore ad un’adunanza della Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte (6 settembre 1862).
80 Il gonfaloniere informa il rettore di quanto deliberato dalla Deputazione per la conservazione dei monumenti d’arte in merito al restauro della parti del pavimento raffiguranti il trionfo della virtù e del quadro sottostante, fissando al contempo l’onorario spettante all’architetto Lorenzo Doveri (1862-1863). In allegato, disegno con indicazione dei marmi da restaurare o da sostituire.
81 Lorenzo Doveri, architetto, presenta un rapporto sui lavori di restauro già eseguiti e su quelli da eseguire (9 luglio 1864).
82 Manca. Conteneva: Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di lire 5000 per i restauri (19 agosto 1864).
83 Manca. Conteneva: Il Monte dei Paschi accorda un sussidio di lire 5000 per i restauri (24 maggio 1865).
84 Manca. Conteneva: Lo Scrittoio dei resti del patrimonio ecclesiastico, a seguito di quanto ordinato dal Ministero di grazia, giustizia e culti, dispone lo stanziamento di un sussidio di scudi 500 all’anno da investire nel restauro della facciata (16 novembre 1851).
Consistenza:
cc. n.n.
Tipologia fisica: busta
Supporto: carta
Documentazione collegata:
AOMS 129 (9); AOMS 120 (1477);
Descrizione estrinseca:
B. cont. 2 ff., con ind. cont. rispettivamente inss. 124 e 81.
Altre segnature:
- 2645 (collocazione fisica)
Compilatori
- Prima redazione: Eva Turchi (tirocinante) - Data intervento: 16 gennaio 2022
Link risorsa: http://archiviostorico.operaduomo.siena.it/fonds/499/units/4440