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Testamenti, eredità e legati. (sec. XIV - 1699) AOMS 2166 (1848) |
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Obblighi di messe e carteggio in merito alla soppressione di legati (1891 - 1895) AOMS 2167 (2168) |
Testamenti, eredità e legati. (sec. XIV - 1699)
Unità
Tipologia: fascicolo o altra unità complessa
Segnatura definitiva: AOMS 2166 (1848)
(doc. 1) Nota di denaro lasciato all’Opera per disposizioni testamentarie, con nome dei testatori e del notaio rogante l’atto (sec. XIV).
(doc. 2) «Queste sono le cose le quali si debono fare e che si debonò avere e dare per lo testamento di misser Antonio di Tano da Chianciano» (inizio sec. XIV). Si segnala: Lascito alla sacrestia del duomo di «due doppieri di cera con staggiuoli depenti» da rinnovare ogni anno in perpetuo «per illuminare il corpo di Cristo» e istituzione, dopo vari legati, della stessa sacrestia e dell’Opera come eredi universali.
(doc. 3) Particola del testamento di Antonio di Tano da Chianciano (inizio sec. XIV).
(doc. 4) Testamento di Antonio di Cinello da Montalto in Berardenga (17 agosto 1400).
(doc. 5) Testamento di Margherita vedova di Ghinuccio di Palmiero da Viteccio (21 aprile 1404).
(doc. 6) Particola del testamento di Benedetto di Alessio (8 maggio 1405).
(doc. 7) Testamento di Domenico di Giovanni Ducci da Siena abitante a Chiusure (29 novembre 1421).
(doc. 8) Disposizioni date da Pietro Corradi da Todi, podestà di Siena, in merito all’eredità di Bartolomeo di Niccolò detto Sciano da Chiusdino (13 settembre 1423).
(doc. 9) Particola del testamento di Turino di Matteo di Turino, operaio, nel quale, tra l’altro, dispone la dotazione di un altare intitolato alla Madonna delle grazie posto presso la porta del perdono (27 luglio 1424).
(doc. 10) Particole del testamento di Galgano di Cerbone, notaio, nelle quali dispone, tra l’altro, quali beni debbano costituire la dote della cappella da lui fondata in duomo per la sua sepoltura (14 gennaio 1437). Contiene anche convenzioni tra l’Opera e lo stesso Galgano per la dotazione di una cappella detta del Crocifisso (6 giugno 1407).
(doc. 11) Testamento di Giovanni di Poccio da Casole, nel quale dispone di essere sepolto «presso ala chiesa catedrale di Siena cioè nela chiesa nuova» e che, dopo la morte della moglie Checca, le botteghe di sua proprietà debbano essere divise tra l’Opera e l’ospedale (22 maggio 1441).
(doc. 12) Testamento di Bartolomeo di Cristoforo Vitali, il quale tra gli altri legati stabilisce che venga donato a Giovanni di Paolo da Radicondoli, certosino di Maggiano, un tabernacolo piccolo d’argento dorato recante una raffigurazione della Vergine (15 aprile 1469).
(doc. 13) Elenco dei nomi dei testatori e della somma lasciata da essi, comparenti in atti rogati dal notaio Antonio Ghiandaroni (1490-1511).
(doc. 14) Particola del testamento di Battista di Cristoforo Accarigi (13 ottobre 1495).
(doc. 15) Particola del testamento di Giovanni di Nicoluccio Petrucci nel quale lascia all’Opera la sua abitazione posta nel popolo di S. Desiderio, con alcuni obblighi espressamente elencati (7 aprile 1500).
(doc. 16) Memoria del lascito fatto all’Opera da Rinaldo di Camillo Fungai (11 febbraio 1588).
(doc. 17) Atti relativi alle questioni sorte tra l’Opera e gli eredi di Muzio Placidi (1600-1622). Contiene anche atti relativi agli accordi per il matrimonio da contrarsi tra Domenico d’Agnolo Tassi fabbro e Virginia di Domenico Bruni, allevata da Atalanta moglie di Muzio Placidi (6 maggio 1599).
(doc. 18) Testamento di Martino di Antonio Faldelli (7 luglio 1607).
(doc. 19) Testamento di Francesco di Domenico Faleri, fattore del cavalier Annibale Orlandini, nel quale tra l’altro dispone che la moglie Alessandra provveda a riscuotere i suoi crediti e in particolare quanto vantato nei confronti dell’Opera (8 agosto 1611).
(doc. 20) Atti relativi all’eredità di Francesco d’Alessandro da Pistoia (1620).
(doc. 21) Testamento in lingua spagnola di Alessandro Grifoni, senese, morto a Madrid nel quale dispone di fondare una cappellania in duomo (18 settembre 1642).
(doc. 22) Rinuncia di una eredità da parte di Paolo Venturini da Sinalunga (1658).
(doc. 23) Credito dell’Opera verso gli eredi di Pandolfo Petrucci (1686).
(doc. 24) Nota relativa al lascito fatto all’Opera dal rettore Alessandro Nini (1699).
(doc. 25) Copia delle ultime volontà del canonico Francesco Tolomei relative all’uffiziatura della cappella della Visitazione in Duomo (sec. XVII).
(doc. 26) Memoria delle disposizioni testamentarie di Ippolito Rossi già fornaio alle donzelle e di alcuni lasciti in seguito pervenuti all’Opera (sec. XVII).
(doc.27) «Obblighi delli cappellani della cappella della Visitazione in duomo. Queste sono le cose le quali io Francesco Tolomei canonico di Siena delibero et dispongo fare per la cappella la quale io ò dirizzata et fatta nel duomo di Siena» [s.d.].
Consistenza:
docc. 27.
Tipologia fisica: busta
Supporto: carta
Descrizione estrinseca:
B. cont. docc. 27.
Altre segnature:
- 1848 (collocazione fisica)
Compilatori
- Inserimento dati: Marta Fabbrini - Data intervento: 11 aprile 2022
Link risorsa: http://archiviostorico.operaduomo.siena.it/fonds/588/units/4981